Progetto “Attivazione di un sistema orientativo integrato e plurimodulare nel settore sportivo per la professionalizzazione, l’accesso all’impiego e l’identificazione di percorsi di crescita lungo l’arco della vita lavorativa”


GLI OBIETTIVI

La sensibile crescita del mercato dei settori sport e fitness ha prodotto, con particolare riferimento all’ultimo decennio, un impatto rilevante e positivo in termini di ricaduta occupazionale in aree/ambiti molteplici.

Il fenomeno riflette sostanzialmente lo sviluppo di fattori che rivelano a tutt’oggi un potenziale notevole e che possono essere sinteticamente ricondotti ai seguenti:

 
 

  • La definitiva affermazione della nuova cultura del “wellness”, di matrice statunitense, collocabile alla base della crescita esponenziale e progressiva dei cosiddetti “centri di benessere” che hanno progressivamente soppiantato le palestre tradizionali, in seno ai quali l’attività fisica, integrata in un contesto più ampio di gestione razionale della fisicità e di rimozione dello stress negativo, diventa lo strumento principe per un approccio positivo e sano alla vita esportabile in contesti diversi (in questa prospettiva negli Stati Uniti le stesse aziende si sono già fatte in più casi promotrici di programmi di attività sportiva e di fitness finalizzati all’incremento del livello di socializzazione sul posto di lavoro, della motivazione, della performance personale e, in ultima analisi, dei risultati aziendali. La strategia statunitense, già pionieristicamente approdata in Italia, determinerà – in una proiezione verosimilmente di medio-breve periodo - una ulteriore estensione del mercato del settore, con i relativi effetti di ricaduta occupazionale).

  • La crescente domanda di professionalizzazione nell’ambito della gestione di società sportive, con particolare riferimento a settori come il Calcio in cui alla progressiva lievitazione del business non ha corrisposto l’incremento sistematico delle capacità e delle competenze specifiche del management.

  • Il riorientamento delle politiche programmatiche regionali, fondato sulla definitiva maturazione della consapevolezza che la pratica sportiva rappresenti una risorsa strategica in termini di prevenzione sanitaria e sociale, fra i cui obiettivi prioritari rilevano la promozione, lo sviluppo e la diffusione a livello capillare dello sport e della cultura sportiva rispetto a tutte le fasce di popolazione, da cui la necessità e l’opportunità di incrementare sul piano quali-quantitativo e di diversificare l’offerta dei servizi affinchè il sistema sia in grado di fornire risposte adeguate alla domanda che si intende sollecitare ed orientare.

  • Con riferimento alle associazioni sportive crescono la necessità di porsi in sede propositiva nei confronti della Pubblica Amministrazione, creando partnerships mirate alla realizzazione di progetti specifici, e l’esigenza di attivare sinergie con le scuole e le strutture presenti sul territorio. Le difficoltà connesse con la gestione amministrativa delle realtà associative, con la gestione degli impianti e con la progettazione, programmazione e organizzazione di iniziative “di spessore” fanno emergere, nella fattispecie, la necessità di una maggiore qualificazione del personale volontario rendendone auspicabile la professionalizzazione, sia a livello manageriale che tecnico-specialistico e operativo.


Nello scenario delineato il settore sportivo esprime dunque tutte le caratteristiche di una leva e di un bacino occupazionale strategici; ciò anche a fronte di due ulteriori considerazioni:

  • le proiezioni relative alla crescita dei servizi sportivi nel medio periodo;

  • la diversificazione dei profili professionali dal livello esecutivo (pensiamo ad esempio all’incremento del comparto front-office nel processo di trasformazione dei centri sportivi e all’esigenza crescente di figure operative di supporto) a livello tecnico specialistico (pensiamo allo sviluppo di nuovi profili come il personal trainer, il coordinatore di progetti promozionali rivolti a fasce specifiche di popolazione, l’esperto in marketing sportivo, ecc.) e a livello programmatorio-gestionale (pensiamo, ad esempio, alla decisa domanda di professionalizzazione a fronte del processo di “aziendalizzazione” dei centri e delle società sportive e alla necessità di soggetti in grado di pilotare e gestire il rilancio dell’associazionismo sportivo nel nuovo scenario politico-programmatico)

Da ciò l’idea di creare una sinergia costruttiva con i rappresentanti della “domanda” (gestori di impianti, imprenditori, responsabili di società sportive, ecc.), responsabili di realtà caratterizzate dalla presenza di capitale umano con un livello elevato di occupabilità specifica nel settore sportivo, scuole ed enti di primaria importanza nel campo della formazione in ingresso e continua nonché della promozione della cultura sportiva su scala regionale con l’obiettivo di incrementare e implementare l’offerta mirata di orientamento, con particolare attenzione a 4 situazioni e targets specifici:

  1. orientamento professionale rivolto a studenti della media superiore;

  2. orientamento in ingresso per giovani inoccupati interessati ad inserirsi nel settore sportivo;

  3. orientamento rivolto a soggetti con esperienza anche di tipo volontaristico nel settore sportivo interessati ad avviare un progetto professionale in proprio (auto-imprenditorialità, creazione di impresa);

  4. orientamento durante l’arco della vita lavorativa rivolto a soggetti operanti nel settore (carreer counceling, orientamento alla formazione permanente).

 
© 2003 - Ce.pro.s. - via Gargano, n° 3 / 5 - Milano - web by Vel.it